Ecco i progetti della VI edizione del Master GEDM

Il 17 marzo è iniziata la VI edizione del Master in Diversity Management e Gender Equality, organizzato dalla Fondazione Giacomo Brodolini. Il Master ha visto la partecipazione entusiasta di dieci corsisti provenienti da tutta Italia: esperienze di formazione, di lavoro e di vita molto eterogenee che hanno portato alla creazione di un “incubatore di idee e di emozioni”. Un ringraziamento particolare, da parte di noi corsisti, va a Barbara De Micheli, travolgente coordinatrice, e a Stefania Salaris, impeccabile tutor.

Il Master ha avuto il grande pregio di saper accompagnare la formazione teorica e accademica con l’apprendimento di strumenti concreti di azione e con l’esperienza di diversity manager di importanti realtà aziendali italiane.

Durante questi tre mesi, noi corsisti abbiamo cercato di mettere a sistema le conoscenze apprese, le competenze sviluppate e l’esperienza concreta che ci è stata raccontata per dare vita a dei project work volti a favorire l’inclusione delle diversità in contesti aziendali, accademici e istituzionali. Alla fine, abbiamo prodotto un ventaglio di proposte e idee interessanti, pronte per essere messe in pratica, in collaborazione con chi fosse interessato a sperimentarle e svilupparle.

Abbiamo avuto l’opportunità di presentare i nostri otto progetti il 17 giugno, davanti a una platea di esperti e professionisti del settore, e oggi cogliamo una seconda, importante, occasione: raccontarli a voi, lettrici e lettori di InGenere.

 

  • Dads@Work di Francesca Natali ed Elsa Pili

 

Le politiche di conciliazione, nate nel tentativo di ricomporre la dicotomia tra mamma e lavoratrice, non hanno mai riguardato gli uomini se non in maniera residuale. E se questa prospettiva fosse intrinsecamente fallimentare? Finché conciliare sarà un’esigenza declinata al femminile, le aziende continueranno a perdere talenti. Donne ma non solo, perché le nuove generazioni hanno esigenze nuove e nelle valutazioni sulle offerte di lavoro di un trentenne lo smartworking verosimilmente peserà più della macchina aziendale.

È interesse delle aziende, dunque, creare un clima favorevole a una maggiore conciliazione da parte di tutti, che si traduce in maggiore soddisfazione dei dipendenti e in maggiore produttività.

La nostra proposta è un pacchetto, che abbiamo chiamato Dads@Work, articolato in 4 fasi: assessment del contesto attuale e analisi dei dati relativi alla popolazione aziendale; correzione delle politiche di conciliazione esistenti e/o introduzione di nuove, progettate sulla base dei risultati emersi dall’assessment; campagna di comunicazione interna diretta ai dipendenti –attraverso una migliore informazione e un role modeling da parte dei vertici – e ai dirigenti; campagna di comunicazione esterna incentrata sulla giornata Dads@Work, con i figli di tutti i dipendenti accolti e coinvolti in attività da svolgere insieme, sul luogo di lavoro.

Un approccio innovativo, soprattutto per un’azienda privata, che potrebbe avere l’appoggio delle istituzioni, italiane ed europee, e incontrare l’interesse di diversi media che si occupano di politiche di genere, giovando all’immagine dell’azienda stessa.

 

  • “Swot gerarchizzata”: uno strumento valutativo mixed methods di Alessia Tuselli

 

Il progetto di ricerca è finalizzato all’implementazione di un nuovo strumento di valutazione mixed methods, la “Swot gerarchizzata”. Lo strumento così pensato è neutro, trasversale rispetto agli ambiti di utilizzo e all’oggetto della valutazione. L’idea nasce dalla consapevolezza che la realtà che ci troviamo davanti è complessa, interessata da mutamenti rapidi, profondi, per questo oggi più di ieri è necessario interrogarsi anche sugli strumenti funzionali ad indagare tale complessità. La SWOT gerarchizzata, frutto dell’intersezione di due distinte tecniche (matrice SWOT e Tecnica delle Evocazioni Gerarchizzate), è in grado di rilevare efficacia, efficienza e impatti di un progetto, una policy aziendale, un programma, ed è utilizzabile in ogni fase del processo conoscitivo: ex ante, in itinere, ex post. Un’attenzione particolare è ai tempi e ai costi: attraverso un’unica rilevazione, e con un unico strumento, è possibile ottenere informazioni che abbiano la puntualità del dato numerico (quantitativo), e la profondità delle informazioni (dati qualitativi) espresse dal target di riferimento della rilevazione. La SWOT gerarchizzata è attualmente in corso di sperimentazione all’interno di una ricerca, con partenariato universitario, per la valutazione dei progetti di educazione alle differenze su territorio calabrese. Lo strumento così proposto potrebbe risultare utile anche in ambito aziendale, a partire da un’analisi dei bisogni, un’indagine sul capitale umano, o per rispondere alla necessità di valutare gli effetti di una policy aziendale da poco implementata.

 

  • Guida alla non conformità di genere: Strumento per il Management Aziendale sui termini rispettosi, inclusivi e responsabili. #leparolesonoimportanti di Claudio Valerio

 

Dotare il dirigente d’azienda di uno strumento strategico nuovo, una guida alla diversità, per fare chiarezza sul vocabolario da utilizzare, liberare un’ampia serie di termini e vocaboli da stereotipi, pregiudizi e stigmi e costruire nuovi ponti con il mercato grazie a termini consapevoli, responsabili e inclusivi.

Stimolare il consenso di una rete nuova di consumatori spinti a identificarsi con l’azienda e i suoi prodotti, e, attivare un processo virtuoso di consapevolezza per il management aziendale al riconoscimento e valorizzazione della diversità come risorsa.

Vocabolario essenziale, termini da evitare, messaggi chiave ed esempi pratici per trattare le varie questioni connesse all’identità di genere costituiranno il cuore della guida.

Le parole sono importanti, e con questo strumento ci si auspica di poter innescare un cambiamento verso politiche di lavoro e di pensiero, in un’ottica di diversity management di sensibilizzazione a processi inclusivi e di miglioramento della condizione di lavoratrici e lavoratori.

 

  • Inclusione in azienda, dare valore alle diversità di Laura Chiodi e Alessandro Di Franco

 

Inclusione in azienda, dare valore alle diversità è un progetto ponte tra le grandi e le piccole e medie imprese italiane (PMI) relativo al diversity management (DM).

La gestione della diversità è attuata in Italia prevalentemente nelle grandi imprese private. Tale approccio va esteso anche alle PMI (che costituiscono il 95% delle attività produttive), adattandolo alle caratteristiche peculiari di ciascuna realtà che verrà analizzata.

Oggi è sempre più evidente che i modelli organizzativi eccellenti sono quelli che mettono le persone al centro. L’idea è quella di proporre alle PMI nazionali un progetto di sviluppo di Diversity Management. Le aree tematiche che interessano il tema della diversity sono in generale: età, genere, etnia e religione, disabilità, orientamento sessuale e identità di genere.

È stato preso in esame un caso aziendale di una PMI italiana, nello specifico una azienda vicentina con 70 dipendenti.

L’intervento di DM oltre ad avere dei benefici a livello economico per una azienda, contribuisce a creare una società rispettosa delle differenze.

 

  • Gender Equal Cities on the move di Clelia Cipolla

 

Ripensare le città in un’ottica di genere partendo da azioni concrete è l’obiettivo del progetto dal titolo “Gender Equal Cities on the move – Antropologia urbana e gender behaviour”. Le gender cities in molte capitali europee sono già oggi una realtà. In Italia, nel corso dei secoli abbiamo assistito ad una urbanizzazione rapida e sregolata delle città, un processo in cui molto spesso è venuto a mancare il buon senso di progettazione urbanistica in un’ottica di genere.

L’assunto da cui partiamo è che uomini e donne, ragazze e ragazzi vivono le città e gli spazi comuni esterni in modo diverso e in modo diverso beneficiano dalle opportunità in esso disponibili. Non tutti gli spazi sono ugualmente accessibili, sicuri e a misura di bambino.

Nel progetto sono state promosse due azioni concrete: l’implementazione di baby pit-stop per consentire alle mamme di allattare i loro piccoli fuori casa e l’illuminazione di spazi bui con tecnologie intelligenti e a risparmio energetico. L’obiettivo è poi attivare un circolo virtuoso di innovazione sociale tramite il coinvolgimento di cittadini, city makers e giovani start-upper in grado di suggerire progetti innovativi di miglioramento e condivisione degli spazi comuni che siano integrati, inclusivi e connessi.

 

 

  • Give * a job’ di Ina Macina

 

La mia proposta si configura come una sorta di strumento di job matching: intende agglomerare attorno a una piattaforma online profili professionali di vari ambiti che, oltre a competenze specifiche, abbiano maturato una sensibilità verso la diversity, con particolare attenzione alle questioni di genere.

La piattaforma, quindi, si presenta come un bacino di risorse umane a disposizione di datori/trici di lavoro alla ricerca di espert* in diversity; pensata per collocarsi nel web, non esclude momenti di presenzialità anche tramite servizi opzionali, quali corsi di formazione per personale già integrato nelle aziende.

 

  • Sardinia, get smart(working)! di Stefania Salaris

 

Sardinia, get smart(working)!” propone un progetto pilota per l’implementazione di misure di smartworking all’interno della Pubblica Amministrazione della Regione Autonoma della Sardegna, cercando di coniugare due temi importanti come l’efficientamento della Pubblica amministrazione, individuato come obiettivo comunitario nel PON Governance 2014-2020, e le tematiche della conciliazione vita-lavoro e smartworking, in linea con la recente approvazione della legge sul “Lavoro Agile” da parte dello Stato italiano (legge n. 81/2017).

Il progetto si articola in 7 azioni: le prime 5 sono focalizzate allo studio, implementazione e monitoraggio delle misure di smartworking più adatte alle esigenze degli impiegati della PA e alla formazione di questi ultimi e dei dirigenti che aderiranno alla sperimentazione sulle nuove modalità di lavoro e sulle nuove tecnologie eventualmente utilizzabili.

Le restanti azioni puntano alla promozione del progetto e dello smartworking, sia all’interno della PA, con cicli di incontri per illustrare le misure e i relativi benefici e assicurare la maggiore partecipazione possibile da parte dei potenziali usufruttuari, sia con cicli di incontri pubblici con i rappresentanti del settore privato e delle PMI del territorio, per incentivare la sperimentazione dello smartworking e promuovere le pratiche di conciliazione vita-lavoro al di fuori dei palazzi della Pubblica Amministrazione.

 

  • «明天/DOMANI» di Chiara Forlenza

 

Folti gruppi turistici ogni giorno visitano le nostre città più grandi, sorseggiano cappuccino ai piedi dei monumenti più rinomati; strusciano tra loro, spalla contro spalla, schiacciati nelle file d’attesa all’ingresso, inseguendo una bandierina agitata nel vento, talvolta un cappellino, armati di autoguida, libretti illustrati o interpreti guida carne ed ossa. E ci sono giovani studenti e studentesse internazionali, turisti e turiste indipendenti, esploratori ed esploratrici, freelance che ogni giorno cercano l’autentico, elettrizzante, romantico spirito italiano. Un piccolo scorcio con la vista sul mare, quel ristorante dove ogni sera si finisce col cantare e ballare in sala, quelle grotte misteriose ai piedi dell’Appennino. Per questo non bastano gli elenchi delle “10 cose più” tanto popolari sui quotidiani online, né si ha sempre modo di ricevere il consiglio giusto dalla persona giusta.

Serve qualcun* con l’occhio familiare, che ci è cresciut*, che ci vive, che ci lavora, che ci ama. E serve una piattaforma che crei un ponte tra chi c’è già e chi vuole venirci, che porti questi appassionati viaggiatori ed intrepidi viaggiatrici a conoscere le bellezze celate di questa splendida zona. Un luogo per darsi appuntamento a “domani”, dove nuove avventure hanno sempre inizio.

Il progetto vuole creare una piattaforma social per dare alle persone originarie dell’Italia meno turistica e meno facile da raggiungere la possibilità di invitare persone da qualsiasi parte del mondo a provare “il cibo più buono”, vedere “il posto più bello”, incontrare “le persone più simpatiche”. Animati dalla passione per la propria culla natale o vitale, gli ospiti e le ospiti, e dalla voglia di conoscere ed esplorare, i viaggiatori e le viaggiatrici. Sarà con la Cina che si aprirà la prima porta. Come dice Confucio: 有朋自远方来,不亦乐乎?, you peng zi yuanfang lai, bu yi le hu, Non è sempre una gioia ricevere un* amic* che viene da lontano?

 

 

 

Se vi interessa conoscere meglio le idee progettuali potete contattare i progettisti attraverso la redazione.

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